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Facebook, pubblicati sul web i dati personali di mezzo miliardo di utenti


Ancora un furto di dati personali degli utenti di Facebook, ma stavolta ad essere coinvolte sono mezzo miliardo di persone, secondo quanto riporta Business Insider.


Numeri di telefono, indirizzi, date di nascita, biografie e indirizzi e-mail sono apparsi free sulla rete. Si tratterebbe dello stesso gruppo di dati esfiltrati dal social network nella rete nel 2019. Tra gli utenti colpiti, 32 milioni sono negli Usa, 11 in Gran Bretagna, sei milioni in India, e ben 37 milioni quelli italiani.


Già in quell’occasione Facebook cercò di correre ai ripari. Nelle ultime ore sono riaffiorati e una volta liberi secondo gli esperti non c’è molto che Facebook possa essere in grado di fare per impedirne la diffusione online. È stato Alon Gal, chief technology officer della società attiva contro il cybercrime, Hudson Rock, a scoprire la fuga di dati e darne notizia su Twitter.


Lo stesso esperto ritiene che la ripubblicazione sia legata alla vendita di dati da parte di qualcuno. Ciò potrebbe nuocere al modello di business di Facebook che raccoglie un’enorme quantità di dati personali degli utenti per vendere spazi di pubblicità altamente mirati.


A tal proposito, è severo nei confronti di Facebook il punto di vista che il Generale Umberto Rapetto, membro del board scientifico di Federprivacy, esprime nel suo editoriale su Infosec.news:


"Il fatto deve essere di insegnamento agli habitué dei social e in particolar modo a chi si beve tutte le raccomandazioni che quelle piattaforme sono solite propinare a chi se ne serve. In maniera ossessiva, nel corso delle operazioni di identificazione e autenticazione degli utenti, in pratica a ridosso della digitazione dell’account e della password, sullo schermo appare l’invito ad inserire il proprio numero telefonico per presunte ragioni di sicurezza. Qualcuno, e non solo qualcuno, non ha tardato ad ubbidire, mostrando diligenza e fiducia."


A quanto pare, fiducia in questo caso mal riposta, perché nessuno da Facebook risulta aver avvertito gli utenti che i loro dati erano stati pubblicati su internet per dare loro modo di correre ai ripari per proteggere le informazioni che li riguardano e la loro privacy, ma hanno invece probabilmente appreso il fatto dai media.


Finora il caso più clamoroso e controverso di fuga di dati che ha coinvolto Facebook è stato quello legato a uno dei maggiori scandali politici avvenuti all’inizio del 2018: in quell’occasione fu rivelato che Cambridge Analytica aveva raccolto i dati personali di 87 milioni di account Facebook senza il loro consenso e li aveva usati per scopi di propaganda politica: in particolare, ma non solo, per influenzare l’opinione pubblica inglese a ridosso del referendum su Brexit.


Fonte: FederPrivacy



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