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Sito INPS down. E dopo Data breach, l’Istituto sospende il servizio “per violenti attacchi hacker”

Aggiornato il: apr 2


"È stato sospeso per violenti attacchi hacker", ha spiegato il presidente dell'INPS Pasquale Tridico."


L’INPS è stato costretto a mettere “in manutenzione” il sito. Ecco l’avviso ufficiale, nel quale si comunica che il “il sito è temporaneamente non disponibile”.


Tridico ha fatto sapere che il sito dell’Inps sarà riaperto con orari diversi per chiedere le prestazioni per patronati e consulenti e per i cittadini. “Lo riapriremo dalle 8.00 alle 16:00 per patronati e consulenti e dalle 16.00 per i cittadini”.


Il disguido sul sito dell’Inps con lo scambio di identità tra gli utenti “è una cosa gravissima che non deve succedere” e “sarà oggetto di verifica”, ha spiegato la vicepresidente dell’Inps Maria Luisa Gnecchi sottolineando che il grave problema è durato cinque minuti. Gnecchi ha detto comunque che nessuno perderà il sussidio e che se le risorse dovessero esaurirsi saranno rifinanziate.


Garante privacy: “Gravissimo data breach, siamo molto preoccupati. Di assoluta urgenza che si mettano in sicurezza i dati


”Siamo molto preoccupati per questo gravissimo data breach. Abbiamo immediatamente preso contatto con l’Inps e avvieremo i primi accertamenti per verificare se possa essersi trattato di un problema legato alla progettazione del sistema o se si tratti invece di una problematica di portata più ampia. Intanto è di assoluta urgenza che l’Inps chiuda la falla e metta in sicurezza i dati”. Così all’Adnkronos Antonello Soro, Garante Privacy, commentando il caso del sito dell’Inps andato in tilt.


Quella della mancanza di sicurezza delle banche dati e dei siti delle amministrazioni pubbliche è – prosegue il Garante –una questione che si ripropone costantemente, segno di una ancora insufficiente cultura della protezione dati nel nostro Paese”.

Questa mattina alle ore 9 il sito dell’INPS si presentava così.



Sito (anche) in tilt

Dal profilo Twitter INPS scrive: “Da oggi è possibile inviare le domande per usufruire della prestazione “bonus baby-sitting”. Ed il primo commento, giustamente, è: “Però il sito non va”.

Il sito INPS è in tilt da diverse ore, così i cittadini non possono richiedere né il bonus baby-sitter, di massimo 600 euro (diventa di 1.000 euro se uno dei genitori lavora nel servizio sanitario) né i 600 euro per il mese di marzo destinati ai lavoratori autonomi/partite IVA.

Non a caso l’hashtag Partive IVA è un trend topic, perché sono soprattutto questi lavoratori dalla mezzanotte del primo aprile a stare incollati al sito dell’INPS per richiedere il bonus. Hanno agito secondo il proverbio “chi prima arriva, meglio alloggia”, perché ieri l’Istituto di previdenza ha avvertito che “distribuirà i soldi in base alla cronologia delle richieste”. Poi ha tolto l’informativa dal sito. Ma è bastato per far scoppiare di nuovo il panico tra le partite IVA. In serata il presidente dell’INPS Pasquale Tridico ha ribadito “Nessun click day, non ci sarà alcun ordine cronologico delle domande”.


Ma ormai la frittata è fatta. Sito irraggiungibile, al momento. Alle ore 12:40 si presentava così:

“Dall’una di notte alle 8.30 circa, abbiamo ricevuto 300mila domande regolari. Adesso stiamo ricevendo 100 domande al secondo. Una cosa mai vista sui sistemi dell’Inps che stanno reggendo, sebbene gli intasamenti sono inevitabili con questi numeri”. È quanto affermato questa mattina il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico all’ANSA.


Ma che risposta è “gli intasamenti sono inevitabili con questi numeri”?. L’alto ed eccezionale traffico va previsto prima, per mettere a disposizione dei cittadini un sito in grado di offrire i servizi digitali promessi e garantiti dal decreto Cura Italia, varato dal Governo il 17 marzo. In 14 giorni INPS avrebbe dovuto fare un upgrade delle risorse sul front-end.

Il presidente Tridico può dire che gli intasamenti erano imprevedibili, ma non inevitabili. Un’ennesima dimostrazione dell’improvvisazione della Pa digitale.


Fonte Key4biz: https://www.key4biz.it/sito-inps-down-e-dopo-data-breach-listituto-sospende-il-servizio-per-violenti-attacchi-hacker/298112/

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